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La politica torni ad occuparsi dei problemi importanti del territorio
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Consiglio Regionale del Molise – Ufficio di Presidenza

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Il Consigliere Segretario

 

Intervento in consiglio regionale del 30 aprile 2010

 

PRESIDENTE PICCIANO: Ha chiesto la parola il Consigliere Scarabeo. Ne ha facoltà.

Consigliere MASSIMILIANO SCARABEO:

Sono d'accordo con varie cose: non si può avere ''tutto dappertutto"; bisogna evitare doppi reparti e primariati; abbiamo un tasso di ospedalizzazione tra i più alti in Italia; l'imposizione da parte del Governo centrale ha stabilito una riduzione dei posti-letto dando dei parametri ben precisi non solo alla Regione Molise; bisogna risparmiare diversi milioni di euro e mi auguro che quei numeri riportati siano stati accertati e risultino essere attendibili, e, non ho motivi per non crederli tali; alcune eccellenze private continuano ad operare con serenità occupandosi di servizi che vadano in sinergia con il pubblico e non in sovrapposizione.

Ritengo che sia giunto il momento in cui la politica torni ad occuparsi - come dovrebbe, a mio modesto avviso - dei problemi importanti del territorio in cui opera e nella fattispecie della sanità pubblica della quale rappresenta il principale protagonista. Le premesse, seppur d'obbligo, in questo caso sono più pleonastiche che necessarie. Va evidenziato il fatto che argomenti come questo che si sta affrontando non possono essere trattati se non analizzandoli in tutta la loro interezza. L'annoso problema del comparto regionale di sanità deve trovare al più presto una soluzione idonea e definitiva per il Molise perché si possa pensare al futuro in maniera serena senza lasciare ai posteri il pesante fardello tributario dovuto al rientro dei costi che ci impone la legge in materia finanziaria.

Per questo, è giusto che politica si riappropri del problema affinché in un confronto preventivo, e costruttivo, tra le parti vengano analizzati tutti gli aspetti che caratterizzano il problema stesso e soprattutto vengano trovate soluzioni per la salvaguardia degli interessi generali della Regione. Le notizie apparse nei giorni scorsi sui giornali e il relativo tour tecnico-esplicativo che ha fatto il sub-Commissario, la Dott.ssa Mastrobuono, seppur esaurienti nella forma non trovano rispondenza con le aspettative della gente, come più volte è stato esternato. Da più parti è stato detto, e lo ha fatto anche la politica di questa Regione a tutti i livelli istituzionali, che non soltanto i freddi numeri devono essere usati come metro di giudizio per decidere tagli e chiusure, bensì ogni altro elemento utile a garantire un'assistenza sanitaria, degna di tale nome, in tutto il territorio che rappresentiamo.

Questo è il mio messaggio, signor Presidente, che ancora una volta torno ad esprimere, in merito al riordino del comparto sanitario del Molise: non è prevalso il coinvolgimento delle forze politiche presenti sul territorio. Affrontare in Aula la questione significa darle l'importanza che merita. Non dovrebbero emergere contrapposizioni politiche forti se ci si confronta nella ricerca delle giuste guide per trovare la quadra al problema, la tutela degli interessi generali e delle popolazioni che rappresentiamo forse travalicano quelli meramente economici del risanamento del bilancio nel comparto sanitario di questa Regione, ma come si fa a non tener conto delle esigenze che quotidianamente fanno capo alle varie strutture sanitarie presenti sul territorio.

Obiettivamente le richieste provenienti dalle popolazioni di Agnone, Larino e Venafro non possono restare inascoltate: occorre riconsiderare l'organizzazione degli ospedali pubblici presenti ottimizzando e riducendo i costi ma soprattutto gli sprechi.

Occorre garantire la loro efficienza operativa che oggi, nonostante promesse e anche qualche proclamo, ancora non hanno. Le loro paventate chiusure, fatte passare come ridimensionamenti, e riorganizzazione di reparti e personale, altro non faranno che creare una ulteriore depressione in zone che per evidenti ragioni - vedi posizione geografica, crisi economica ed occupazionale - stanno ancora più mortificando.

La politica deve riprendersi il ruolo per cui è deputata, deve essere in grado di garantire lo sviluppo di questa nostra terra, deve rendersi responsabile delle azioni che servono ad ampliare e migliorare i servizi offerti ai cittadini, soprattutto per quanto riguarda la salute pubblica. La salvaguardia degli ospedali pubblici citati, la loro riorganizzazione, il miglioramento delle strutture e dei servizi significano che si stanno rispettando gli impegni assunti con i cittadini, niente di più di ciò che il nostro dovere di amministratori pubblici ci impone.

Non mi troverete mai d'accordo se parliamo di soppressione di queste strutture perché esse rappresentano, almeno nelle intenzioni, realtà fondanti del sistema socio-economico delle aree dove sono ubicati, un punto di riferimento per le centinaia di persone anziane che altrimenti sarebbero costrette a lunghi ed estenuanti trasferimenti per vedersi salvaguardare il proprio diritto alla salute.
Non sono d'accordo nel vedere le stesse strutture lasciate al proprio destino e, tanto per citare un esempio, l'ospedale di Venafro che ben conosco, ridotto nello stato in cui si trova, dove più di un paziente si è lamentato perché alcune specialità medicinali devono essere portati da casa: poi parliamo di poli di eccellenza e di riordino. Non è questione di numeri - diciamocelo pure francamente - è semplicemente una vergogna che questo consesso non deve più permettere in nessuno degli stabilimenti sanitari di questa Regione. Personalmente esprimo la mia preoccupazione al ridimensionamento di alcuni nosocomi e se dovrà esserci una riorganizzazione che questa tenga conto, al di là dei numeri di qualsivoglia bilancio, delle esigenze concrete delle popolazioni interessate e degli impegni presi con la nostra gente e nello specifico forse modificati anche per causa di forza maggiore come nel caso del commissariamento del 26 luglio 2009.

Vado a pagina 5 della relazione e leggo: presso il presidio ospedaliero di Venafro sarà realizzato il polo ortopedico e verranno mantenuti il pronto soccorso, con breve osservazione, ed i posti di terapia intensiva post-operatoria nonché i servizi di supporto
alle attività ospedaliere ortopediche oltre all'attività di assistenza per non acuti - RSA- residenze sanitarie territoriali, casa della salute - realizzabili mediante il recupero delle risorse strutturali, tecnologiche ed organizzative presenti.

Non sono un tecnico ma delle domande sorgono spontanee. Premetto innanzitutto che ritengo sia stata questa una razionalizzazione sicuramente fatta con il cervello. Ci troviamo di fronte a un deficit che è aumentato sempre di più nei decenni. Noi in particolare, io in primis insieme a qualche altro collega, abbiamo assunto degli impegni con la città di Venafro e se questa razionalizzazione significherà avere un finto ospedale, solamente con l'insegna, devo dire mio malgrado, Presidente, sono disposto anche a rimettere realmente - a differenza di altri - il mio mandate Un'altra parte di me stesso dice anche che questo non accadrà perché Lei, Presidente, rispetterà gli impegni assunti, però mi chiedo: cos'è un polo ortopedico senza traumatologia, riabilitazione, pronto soccorso h24 e rianimazione? Non sono un tecnico ma delle risposte in parte me le do.

Concludo invitando Lei, ulteriormente, ad accelerare sulla realizzazione di un unico stabilimento ospedaliero tra Isernia e Venafro in quanto ritengo oltre che logica, necessaria l'aggregazione dei due presidi, baricentrico alle due città per un Molise sicuramente più moderno, innovatore, efficiente e forse anche meno campanilistico.