| Piano Urbano di Venafro |
COMUNE DI VENAFRO. VARIANTE AL VIGENTE PIANO REGOLATORE GENERALE RELATIVA ALLA RICLASSIFICAZIONE URBANISTICA DI UN’AREA SITA NEL CENTRO URBANO DI VENAFRO TRA VIA MAIELLA E VIA CONCA CASALE, DI PROPRIETA’ DELLE DITTE IUVARO GIUSEPPE, PERSICO DIANA, CERNERA ORSOLA E MARIA ROSARIA, SCARABEO MARCIANO, CARANO MARIA PIA, GIACCA GIULIO E GALARDI MARIA.
PRESIDENTE PIETRACUPA: In questo momento è pervenuto un emendamento, la proposta è che venga approvata la riclassificazione così come riproposta dal Commissario ad acta con deliberazione del 14.08.2007, quale risulta dagli atti tecnici amministrativi allegati. Per quanto attiene l’eventuale verifica degli standard proposti dalla Struttura regionale, ritiene che essa non vada presa in considerazione in quanto sicuramente gli standard sono stati verificati dal Commissario ad acta all’atto dell’applicazione di nuovi indici e parametri edificatori. In effetti bisogna tener conto della deliberazione del commissario ad acta. Ha chiesto la parola il Consigliere Scarabeo. Ne ha facoltà. Consigliere SCARABEO: Ho appuntato alcune cose per essere il più possibile preciso sulle prescrizioni adottate dalla Giunta regionale. La riclassificazione dei terreni da zona bianca a zona C2 non costituisce il nuovo piano regolatore, né revisione di piano regolatore esistente, trattandosi di un procedimento teso a reintegrare un’area già normata dal piano regolatore generale, ma che essendo stata sottoposta a vincoli successivamente scaduti, necessita di essere riclassificata mediante un’integrazione dello strumento urbanistico, variante specifica e non generale. Il decreto ministeriale 1444/68 si applica solo ai nuovi PRG e/o alle revisioni degli stessi, pertanto non può essere applicato alla procedura di riclassificazione oggetto della deliberazione del Consiglio regionale. Il parere n. 11/2008 del servizio gestione urbanistico – territoriale allegato alla delibera della Giunta regionale, dispone ultra petita rispetto alla deliberazione n. 1/2007, adottata dal Commissario ad acta, nominato dal TAR Molise, con sentenza n. 258/2007. La prescrizione contenuta nel parere, infatti, contrasta con quanto disposto dal Commissario ad acta nella richiamata deliberazione n. 1/2007, laddove il Commissario, con i pieni poteri del Consiglio comunale e in sua vece, subordinava lo sfruttamento edilizio delle aree in questione, ai soli parametri urbanistici della zona omogenea C2, facendo così riferimento anche quando la disciplina degli standard da rispettare alle norme tecniche dia attuazione del piano regolatore vigente del Comune di Venafro. Non si vede come il servizio gestione urbanistico territoriale, in fase di istruttoria, possa delimitare, ovvero stravolgere il disposto di una deliberazione commissariale, adottata con i poteri del Consiglio comunale, che ai sensi e per gli effetti dell’articolo 42 del decreto legislativo 267/2000, ha potestà esclusiva sulla regolamentazione dell’assetto urbanistico cittadino. La Regione Molise, a mio modesto avviso, non deve e non può imporre vincoli più restrittivi rispetto a quelli fissati dal legislatore nazionale. Il rischio è costringere il cittadino a ricorrere alla magistratura, come già i proprietari in questione sono già stati costretti a fare, per ottenere quello che con responsabilità l’ente dovrebbe loro riconoscere. Occorre sostenere l’iniziativa dei privati che intendono investire capitali propri e che non si rivolgono alla Regione per chiedere finanziamenti pubblici, ma per vedere semplicemente riconosciuti dei diritti fondamentali come quello di proprietà. In una stagione di forte crisi economica, con il mercato immobiliare che soffre una pesante stagnazione, non possiamo mortificare l’iniziativa privata, sostenere il lavoro, la famiglia, promuovere politiche giovanili, non significa solo approvare finanziamenti o programmi di investimento pubblico, si possono ottenere gli stessi risultati con un po’ di buon senso, creando le condizioni per favorire lo sviluppo economico e per sostenere l’avvio di nuove attività che ci aiutino ad accrescere l’occupazione soprattutto giovanile. Credo che sulla base anche di questi principi si possa e si debba emandare la proposta in discussione, nel senso auspicato dal Consigliere Berardo.
(Il Consiglio approva)
Poniamo ai voti la variante al piano regolatore di Venafro Ha chiesto la parola il Consigliere Scarabeo. Ne ha facoltà. Consigliere SCARABEO: Tutte le indicazioni da me dichiarate precedentemente, sono supportate da sentenze TAR e Consiglio di Stato, e anche osservazioni prodotte dell’Ingegner Nicola Ricamato, in nome e per conto dei proprietari in III Commissione. PRESIDENTE PIETRACUPA: Si pone ai voti la variante al piano regolatore di Venafro.
(Il Consiglio approva) Astenuti: Cavaliere, Petraroia e D’Alete. |
