| Operazione Finmolise: La politica arrogante di Michele Iorio |
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| Lunedì 08 Agosto 2011 12:57 |
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Un modo particolare di aggirare le regole che seppure bocciato dal Tar, per le procedure adottate, si vorrebbe "legalizzare" per consentire ad una certa politica, di "controllare" i finanziamenti di denaro che Finmolise dovrebbe erogare alle imprese. Insomma, il solito comportamento arrogante della Giunta che fa pensare che alcune dichiarazioni susseguenti alla stessa sentenza del tribunale amministrativo, trovano la propria giustificazione quando si parla di imprese assoggettate alla politica. Comportamento quello della Giunta Regionale che ho già stigmatizzato per la mancanza di confronto istituzionale col Consiglio Regionale che è stato esautorato dal decidere su alcune scelte indispensabili per l'intero sistema economico molisano e bocciato dal Tar che ha demandato ogni decisione in merito, proprio al Consiglio regionale. Personalmente sulla decisione assunta dalla Giunta con la delibera del 26 luglio 2011 riguardante la questione Finmolise dopo la sentenza del Tar, non sono d'accordo. Se il decreto Bersani, per razionalizzare i costi della spesa pubblica e evitare distorsioni sul mercato stabilisce che gli enti pubblici devono dismettere le partecipazioni in società di investimento miste e perchè, tra gli altri comporta anche un rischio finanziario per l'Ente che in più si pone in una situazione di superiorità rispetto al privato non garantendo la concorrenza leale, non vedo perchè la Regione vuole fare un' E' fin troppo evidente l'intento della Giunta di cambiare tutto per non cambiare niente, facendo restare il controllo della finanziaria sotto l'ala politica, in barba a quanto è stabilito dalla Legge, visto che FinMolise è interamente della Regione. In realtà, aggirando l'ostacolo, il risultato verrebbe raggiunto e, fatto salvo l'inghippo del ricorso al Tar e successiva sentenza che rimanda la decisione al Consiglio, l'operazione tecnicamente può dirsi riuscita se l'assise regionale la voterà e risulterà anche giuridicamente inattaccabile. Uno stratagemma formale, un’operazione politica scorretta, questa, ancor di più perchè ideata e realizzata senza neppure guardare al difficile contesto socio-economico e senza tener conto delle effettive necessità delle imprese. Del resto sono proprio i dati relativi agli aiuti che parlano per tutti: pochissime aziende sono state prese in considerazione, per questo viene il dubbio che chi non ha un contatto diretto con la politica (… Michele Iorio) non saprà mai come fare per ottenere gli aiuti necessari. La sentenza del Tar rimette dunque in discussione la questione, ora, chiedere al Consiglio regionale di avallare tale operazione, rappresenta una distorta interpretazione dell'idea di libero mercato e del vero aiuto che, invece, la Regione e chi la governa, dovrebbe dare ai cittadini e alle imprese. Ma rappresenta un ulteriore affronto politico all'intero Consiglio regionale che nella sostanza si vede costretto a discutere un argomento che di fatto non è altro che la solita "trovata" che ognuno a parole vuole combattere e che nessuno ha il coraggio di contestare, nonostante sia palese per tutti che gli aiuti regionali devono avere nel loro DNA sani principi costituzionali e, ai fini della loro erogazione, la trasparenza e la parità di trattamento tra i beneficiari".
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