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Martedì 13 Marzo 2007 02:00 |
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Prima di dare piena attuazione al piano di rimodulazione dei posti letto nelle strutture sanitarie del Molise, sarebbe opportuno conoscere cosa prevede il Piano Sanitario Regionale che la Giunta Regionale si appresta a varare.
Infatti, pare assolutamente incomprensibile prevedere a monte una riduzione dei posti letto senza che sia stato approntato un PSR che affronti in maniera concreta e definitiva le carenze della sanità molisana. La nostra regione non può certo continuare a navigare a vista, così come si sta facendo ora, sperando che il Governo nazionale intervenga per turare la voragine nei conti regionali generata da una scriteriata gestione della sanità. Eppure, l’esperienza, specie in ambito sanitario, dovrebbe insegnare che prevenire è meglio che curare. Ed a ciò mi riferisco al fatto che, già alcuni anni fa, si sarebbe dovuto intervenire efficacemente sul proliferare dei costi della sanità. Invece si è solo badato a salvaguardare gli interessi di questo o quell’amico, generando un assurdo proliferare di reparti doppione, di primariati, di decine e decine di posti di dirigenza e via di scorrendo. Costi che hanno gravato e che gravano ancora per molti di milioni di euro sulle spalle dei molisani, costretti ad assistere ad uno spettacolo indecente che alla fine ha creato una voragine paurosa nelle casse della Regione Molise. In questi anni non ci si è minimamente preoccupati di abbattere i costi superflui del comparto sanitario, cresciuti in maniera spropositata per le risorse su cui può far affidamento la nostra regione. Non si è pensato di portare la sanità sul territorio contribuendo in questo modo ad abbattere i costi sempre più elevati della “sanità ospedaliera”. Non ci si è curati di dare impulso alle strutture socio-assistenziali presenti sul territorio, le quali avrebbero dovuto fungere da interfaccia tra i bisogni della popolazione e le strutture pubbliche che, nel frattempo, avrebbero dovuto specializzare i propri servizi, riducendo i tempi di ospedalizzazione al minimo indispensabile. Nulla di tutto questo è stato fatto concretamente, ed il sostanziale flop dei Piani Sociali di Zona testimoniano quanta approssimazione ci sia stata finora in tema di riforma della sanità. Detto questo, sarebbe opportuno che la Giunta Regionale rivedesse i propri piani partendo dal presupposto che su temi così importanti c’è bisogno della più ampia concertazione che coinvolga le forze politiche, quelle sindacali ed i cittadini. Infatti, non si può pensare di decidere in pochi le sorti di una intera regione |