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RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELL'ASSESSORE DI GIACOMO
Martedì 06 Marzo 2007 02:00
Sono profondamente rammaricato dei toni usati dall’Assessore Regionale alle Politiche della Salute, dr. Ulisse Di Giacomo, che continuo a ritenere persona per bene, equilibrata e capace, dal quale mi sarei però aspettato ben altra reazione.


Il mio intervento, infatti, non era ne privo di contenuti oggettivi, come egli ha asserito, ne voleva essere demagogico rispetto al grande problema, quello della riorganizzazione della rete ospedaliera molisana, che sta investendo tutte le strutture sanitarie della nostra regione, sia pubbliche che private. Nessuno mette in dubbio che la rimodulazione dei posti letto non debba essere attuata e che non recepisce quelli che erano i dettami dell’accordo sancito nella Conferenza Stato–Regioni di marzo del 2006, che prevedeva anche il riallineamento del numero dei posti letto al valore soglia di 4,5 per 1000 abitanti, di cui 1 per lungodegenza e riabilitazione. Inoltre, è lapalissiano che l’atto con il quale la Giunta Regionale ha previsto tale riallineamento riguarda tutte le strutture sanitarie del Molise, quindi non solo il SS. Rosario di Venafro cioè l’ospedale della mia città. Va da se, però, che al sottoscritto, sia in qualità di esponente politico che di cittadino di Venafro, il riparto attuato dalla G.R. non piace affatto, soprattutto perché penalizza in maniera eccessiva una struttura che non merita di essere smembrata in questo modo. Ciò detto, non posso esimermi dal ribadire all’assessore Di Giacomo che il sottoscritto non sta facendo finta di difendere l’Ospedale di Venafro. Al contrario di qualche altro esponente della politica venafrana, sono pronto a fare tutto ciò che mi compete per difendere gli interessi di una città che, grazie anche al suo Ospedale, è divenuta punto di riferimento per migliaia di persone, molte delle quali vi giungono da fuori regione per trovare soluzione a propri problemi di natura sanitaria. Infine, vorrei che l’assessore Di Giacomo spiegasse ai cittadini di Venafro perché qualche altra struttura sanitaria, e mi riferisco ad alcune private, siano state praticamente graziate dalla riorganizzazione dei posti letto. Forse perché la sanità privata è maggiormente “sponsorizzata” di quella pubblica? Sta di fatto che l’Ospedale di Venafro, in percentuale, paga il prezzo più alto e che ora è praticamente a rischio chiusura.