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Le considerazioni del Sindaco Nicandro Cotugno, in merito alle sollecitazioni a far meglio da parte dell’Amministrazione che egli presiede, non lasciano dubbi sulla sua suscettibilità, ma soprattutto non trovano giustificazione visto che esse riguardano il futuro e gli interessi di una intera città. Non deve perciò dolersi il Sindaco, soprattutto alla luce di quanto quotidianamente si percepisce per le vie di Venafro, se molti cittadini cercano di comprendere come e dove questa città intenda cambiare volto. Forse che ciò non è l’auspicio di tutti, me compreso? Oppure il Sindaco dimentica che il sottoscritto ha contribuito a farlo eleggere? Il qualunquismo e la smania di visibilità cui egli fa riferimento è propria di chi, al contrario, resta assopito nelle proprie stanze e tira fuori il capo soltanto in talune occasioni.
Chiedere come stanno le cose, spronare affinché si faccia di più ed al meglio per la propria città, non deve ritenersi un atto lesivo ne dell’immagine dell’Amministrazione locale, ne tanto meno di chi ne è a capo. Soprattutto se a farlo sono i cittadini, per mezzo dei propri rappresentanti a qualsiasi livello istituzionale. Molti sono gli argomenti importanti che devono essere affrontati e risolti, e speriamo almeno che siano stati affrontati! Nessuno vuole insegnare niente al Sindaco, che ha ragione a ricordarci che è passato poco più di un anno dalle elezioni amministrative, e che molte cose hanno bisogno di tempo per essere realizzate. Tuttavia, mi viene da chiedere al primo cittadino se ha mai fatto un giro per la città per verificare, di persona, lo stato in cui versano alcune aree. Se per cambiare il volto di una città occorrono degli anni, non altrettanto ne servono per ripristinare le strade dissestate, per riparare le perdite nella rete idrica, per sostituire qualche lampadina fulminata da mesi. Così come non occorrono anni per stanziare pochi euro da destinare alle varie associazioni locali affinchè possano organizzare manifestazioni culturali, ma anche momenti ludico-ricreativi per la cittadinanza. Sono queste cose, seppur piccole, che i venafrani vorrebbero vedere attuate il prima possibile. Sono i problemi di ordinaria amministrazione, che però pesano come o più di altri nella vita di tantissime famiglie di Venafro, che vanno affrontati celermente.
E se anche dovesse aver ragione in merito ai vari progetti in fase di realizzazione, cosa dice il Sindaco di tutti quegli argomenti importanti come la programmazione e lo sviluppo economico della città? Quanti anni ci vorranno per attivare lo sportello SUAP? Quali sono i programmi di questa Amministrazione in materia di occupazione, turismo ed ambiente? Occorrerà l’intera legislatura per portare a compimento i lavori di ristrutturazione del plesso scolastico di via Colonia Giulia? I cittadini ed alcuni autorevoli amministratori non chiedono l’impossibile; chiedono, a giusta ragione, che si dia invece attuazione anche a quelle piccole cose che consentono una migliore vivibilità della città. Chiedono, cioè, che i servizi essenziali funzionino al meglio, anche se gli stessi, come il Sindaco asserisce, sono in fase di potenziamento. In tanti, tuttavia, si è preoccupati perché il tempo passa veloce e le problematiche, quelle riconducibili alla normale amministrazione, non trovano risposta. Il Sindaco, quindi, non se ne dolga se i cittadini chiedono risposte certe, veloci ed esigibili. Ben vengano i grandi progetti, tuttavia ai proclami è giusto affiancare la concretezza, quella che si manifesta con la politica dei piccoli passi e con la soluzione di quei piccoli/grandi problemi con i quali la popolazione deve quotidianamente confrontarsi e convivere.
Campobasso, 14 luglio 2009
Massimiliano Scarabeo, Consigliere regionale. |