| SULLA QUESTIONE ITTIERRE LA REGIONE SI STA MUOVENDO NELLA GIUSTA DIREZIONE. TUTTAVIA, VANNO STUDIATI INTERVENTI A GARANZIA DI TUTTE LE FASCE LAVORATIVE A COMINCIARE DAI FASONISTI |
| Martedì 03 Marzo 2009 02:00 |
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Sono oltre 1200 i fasonisti della nostra regione che lavorano per Ittierre. Piccole o piccolissime società che ora si trovano sul punto di implodere a causa del mancato pagamento per il lavoro svolto, e che non hanno trovato la necessaria sponda nel sistema creditizio. In soccorso di tutte queste realtà produttive intende intervenire la Regione che, attraverso l’Assessorato alla Programmazione, sta predisponendo una serie di operazioni volte proprio ad impedire che un patrimonio così importante per il sistema economico molisano possa del tutto scomparire. A tal fine l’assessore Vitagliano ha intenzione di coinvolgere la Fin Molise che avrà il compito, previa certificazione del credito vantato dai fasonisti, di anticipare loro le somme spettanti. Tuttavia è di fondamentale importanza garantire che una tale operazione rientri nel criterio del cosiddetto “pro soluto”, altrimenti gli sforzi compiuti sarebbero vani. Tale discorso, naturalmente, non è afferente al solo Molise. Infatti la problematica investe molte regioni italiane dove il comparto tessile è in profonda crisi. Detto ciò, rivolgo un invito particolare sia ai commissari straordinari della Ittierre, sia agli istituti di credito, affinché, pur nel pieno rispetto della produttività e dell’economicità aziendale, comprendano le problematiche dell’indotto, siano sostanzialmente più tolleranti verso quelle che sono le condizioni contrattuali attualmente in essere, oltre che quelle future, e si calino nel disagio vissuto dai fasonisti che tocca non solo quello economico, ma anche quello di natura prettamente sociale.
(Foto Credit: http://www.flickr.com/photos/aneaguirre/3199559201/) |
La questione Ittierre rappresenta una delle maggiori criticità per il panorama socioeconomico della nostra regione. Infatti, non è soltanto il futuro degli oltre 700 dipendenti diretti a suscitare forte preoccupazione all’interno delle massime istituzioni regionali, ma lo è anche la sorte dei tantissimi fasonisti, molti dei quali molisani, che operano intorno a quella che deve continuare ad essere una delle maggiori aziende della moda “Made in Italy”.