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Economia e Lavoro
Martedì 30 Gennaio 2007 21:50
Consorzio industriale Isernia-VenafroCome imprenditore capisco molto bene i bisogni delle aziende, i segnali di crisi che a volte il mercato ci manda, i difetti delle politiche economiche, che per forza di cose si ripercuotono sui lavoratori. Come uomo e padre di famiglia capisco anche le preoccupazioni e le ansie di un'intera famiglia che viene turbata dalla mancanza o dalle difficoltà di lavoro di chi la sostiene.


Già dall'inizio del 2003 avanzai la richiesta della costituzione di un Consorzio Fidi, visto che l'accesso al credito era estremamente difficoltoso per le piccole imprese; ad oggi, per fortuna, ci sono delle iniziative (finanziate dai POR) che attenuano un po' il problema, ma pur sempre reale per le micro aziende.

Mi sono battuto per far sì che il settore commerciale a Venafro subisse decisioni non concordate che mettevano a repentaglio la loro attività con l'approvazione del Piano Commerciale, o con il rilascio arbitrario delle nuove licenze commerciali.

Sono entrato nel merito riguardo alla messa in liquidazione della “Venafro Sviluppo”, che oltre che a fallire l'obiettivo di promuovere e valorizzare il comparto olivicolo venafrano, ha evidenziato la presenza di spese fantasma per studi di fattibilità, anticipi su forniture di beni mai effettuate, compensi amministrativi stratosferici.

C'è pero una questione che è bel più grave e urgente, che già dal settembre del 2006 ho cercato di portare all'attenzione delle istituzioni regionali, e che come Consigliere Regionale ho il dovere di chiarire: la crisi industriale ed occupazionale del nucleo industriale di Isernia-Venafro.
Una crisi industriale che riduce il numero e l'operatività delle imprese presenti, e che naturalmente ha una profonda ripercussione sull'occupazione e sul futuro di chi ci lavora, sia come dipendente diretto delle aziende che vi operano, sia per quelli che lavorano per le imprese fornitrici. L'ultimo caso è quello del CoTraV (Consorzio Trasporti Volturno), che da poco si è visto interrompere una collaborazione ultradecennale con la Unilever di Pozzilli.
Ma se è naturale che alcune grandi aziende come la Unilever possano cambiare strategie in un ottica di competizione e produzione mondiale, è grave e irrispettoso verso i molisani che chi dovrebbe affrontare il problema non fa nulla, o quasi. E' paradossale che in questa “emergenza” il Consorzio per lo sviluppo del Nucleo (commissionato da tempo immemore) aumenta i costi di gestione per le aziende, invece di cercare di “salvare il salvabile”.

Senza fare demagogia e strumentalizzare la questione, è necessario che la Giunta Regionale  avanzi in tempi brevi delle proposte su come affrontare il problema. Che rimane grave e difficile da gestire, e che incide sull'intera economia regionale, turbando la serenità di moltisse famiglie.